Parrocchia Mirano San Michele Arcangelo

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Viaggio fra altari

Tour
 

Un viaggio fra gli altrari, ovvero, una storia di santità.


Altare maggiore

Al centro del Presbiterio spicca il maestoso Altare maggiore, di grande bellezza, opera di Antonio Fioretti del 1718. Più che di un altare dovremmo  parlare di un insieme monumentale formato dall'Altare maggiore, dalle statue vigorose di due angeli e da due gruppi di putti sopra i portali laterali eseguiti nel 1722-23 dallo scultore Giuseppe Torretto (1664-1743). L'angelo a sinistra rappresenta  il patrono della parrocchia, San Michele Arcangelo.
Il complesso è così imponente ed armonioso da farlo ritenere, a detta di alcuni critici, una delle opere più belle e significative dell'asolano Giuseppe Torretto, che fu maestro di Antonio  Canova. Il Torretto, artista di stile classicista, scolpisce con particolare vivacità queste figure di angeli; famosi quelli della chiesa degli Scalzi a Venezia e quello del duomo di Udine.
Lo stupendo e massiccio ciborio che poggia sulla mensa  è ornato da bronzetti che raffigurano i quattro evangelisti e angeli con gli strumenti della passione di Gesù. Curata finemente è anche la mensa dell'altare con marmi policromi e, all'interno di un festone marmoreo, si vedono i simboli dell'Eucarestia:  spighe e grappoli d'uva.

Altare della Crocifissione e delle Anime
L'altare a sinistra della navata, vicino all'Altare maggiore, è dedicato a Gesù crocifisso e alle anime purganti. Oltre al Crocifisso che campeggia  al centro del dipinto, si vedono la Madonna e S. Giovanni; più sotto le anime che implorano la visione beatifica di Dio. Questo altare, ornato da una mensa e da un paliotto di marmi policromi, fu eretto nel 1758 quando reggevano la parrocchia i Frati  di S. Nicolò della Lattuga di Venezia, i quali davano molta importanza alla devozione del S. Rosario e a quella delle Anime; devozioni queste molto sentite anche ai nostri giorni nelle comunità cristiane.
La tela ad olio raffigurante la Crocifissione,  si presenta a tinte brunastre e appartiene al periodo dei pittori cosiddetti "tenebrosi". Questa immagine di Gesù in croce ricapitola ed esprime, in una forte plasticità, il dono di se stesso che Gesù Uomo Dio offre al Padre per la salvezza dell'umanità.  La pala fu sempre attribuita a Giovanni Battista Cromer che l'avrebbe realizzata agli inizi del 1700, mentre una recente ricerca nell'archivio parrocchiale di Mirano, ha attribuito definitivamente il lavoro al pittore padovano Carlo Bonardi, eseguito  nel 1696.

Altare di San Giuseppe
L'altare a sinistra della navata, vicino alla porta d'ingresso, è dedicato a S. Giuseppe. La pala ivi inserita è un olio su tela, che rappresenta  il Santo seduto su di una nube, attorniato da amorini, nell'atto di presentare il Bambino Gesù, il quale a sua volta espone il Sacro Cuore.
Ai piedi della composizione spiccano le due austere figure di S. Francesco, che presenta le stigmate e  di S. Carlo Borromeo in preghiera. Non si tratta di un dipinto di notevole pregio, risale alla seconda metà del XVIII secolo. L'opera, a giudizio di C. B. Tiozzo, è da attribuire a Nicolò Scabri (1735-1802). L'altare è di buona  fattura, pregevoli i marmi policromi del paliotto e della predella.

Altare della Madonna del Rosario
Il secondo altare a sinistra della navata, è dedicato alla Madonna del Santo Rosario.  Al centro si trovava la tela della Madonna del Rosario, ora collocata presso l'altare della Sacrestia. Ora è presente la statua lignea di Maria, venerata con il titolo di "Maria delle nozze", ispirata al racconto evangelico delle Nozze di Cana di Galilea; a
ccanto al dipinto, all'interno di due nicchie, due statue lignee: S. Domenico di Guzman e S. Rosa da  Lima, santi legati alla preghiera del rosario e alla sua diffusione. Il maestoso altare è ornato da un meraviglioso paliotto in cui era incastonato un bassorilievo della Madonna (trafugato nel 1996) opera di Giuseppe Torretto e ora rimpiazzato con una copia (opera di C. B. Tiozzo),  come pure dello stesso autore è il tabernacolo con putti. Benché non vi sia alcuna indicazione precisa circa la sua attribuzione,  viene indicato come autore un allievo di Costantino Cedini, che lavorò nella chiesa di Mirano nel 1807.

Altare del Miracolo di Sant'Antonio
L'altare a destra della navata, vicino all'Altare maggiore, è dedicato al "Miracolo di Sant'Antonio". La tela è opera di Giambattista Tiepolo (Venezia  1696, Madrid 1770). Si tratta di un giovane che, rimproverato dalla madre, l'aveva colpita a calci. Pentito per la brutale azione commessa, si autopunì amputandosi un piede. Sant'Antonio, implorato dalla madre, compie un gesto miracoloso riattaccandoglielo.  Un esplicito intervento del Santo contro la violenza.
Il Tiepolo riduce la scena ai due interlocutori principali: il ragazzo e il Santo posti in una cercata, drammatica contrapposizione. Questa tela risale al 1760 circa e viene considerata la "perla"  della chiesa arcipretale, sia per la vivacità dei colori, che per le modalità delle figure che ne fanno un capolavoro dell'arte veneta del '700. Il dipinto, di notevoli dimensioni 270x180, è collocato nella nicchia di un altare pregevole per  la struttura e per i suoi marmi. La comunità cristiana di Mirano ha voluto dedicare un altare a Sant' Antonio per sottolineare il perenne valore del quarto comandamento "Onora il padre e la madre" e come testimonianza del culto ad un Santo tra i più  popolari tra la gente veneta.

Altare di San Girolamo

L'altare dedicato a S. Girolamo, che è il secondo a destra della navata, fu costruito nel 1746. Verso il 1583 il pittore Paolo Fiammingo (Anversa  1540) Venezia 1596), della scuola del Tintoretto, eseguì quest'opera per la chiesa di Mirano perché, anche nella comunità miranese, era molto sentita, come a Venezia, la devozione a S. Girolamo, dottore della Chiesa e il primo grande "biblista".
Quest'opera, con la pala del Tiepolo, è uno dei dipinti più belli della chiesa arcipretale di Mirano. Il luminoso paesaggio sullo sfondo dai vivaci colori, dà maggior risalto alla figura ignuda di Girolamo penitente; accanto al Santo, il ritratto  molto bello del pio offerente. La tela è collocata sopra la mensa piuttosto ampia di un altare ben ornato nei particolari, innalzato in onore di un Santo che ha speso la sua vita a studiare le sacre scritture; un dipinto che assume anche una forte  valenza pedagogica; un invito alla comunità cristiana ad amare e leggere la Parola di Dio.
Il Tiepolo riduce la scena ai due interlocutori principali: il ragazzo e il Santo posti in una cercata, drammatica contrapposizione. Questa tela risale  al 1760 circa e viene considerata la "perla" della chiesa arcipretale, sia per la vivacità dei colori, che per le modalità delle figure che ne fanno un capolavoro dell'arte veneta del '700. Il dipinto, di notevoli dimensioni 270x180, è collocato  nella nicchia di un altare pregevole per la struttura e per i suoi marmi. La comunità cristiana di Mirano ha voluto dedicare un altare a Sant' Antonio per sottolineare il perenne valore del quarto comandamento "Onora il padre e la madre" e come testimonianza  del culto ad un Santo tra i più popolari tra la gente veneta.

Altare di San Francesco da Paola
Il primo altare a destra della porta d'ingresso, è dedicato a S. Francesco da Paola. La statua del Santo, in marmo bianco, viene attribuita allo scultore  asolano Giuseppe Torretto. L'immagine, molto ben riuscita, è incastonata in un complesso particolarmente armonioso di pregevole fattura.
San Francesco da Paola è il Santo protettore dei barcaioli. E anche a Mirano a quei tempi - 1700 - c'erano  molti barcaioli, perché le barche arrivavano da Venezia fino a Mirano. Via "Barche" è anche oggi un ricordo di quella realtà storica. E i barcaioli di Mirano vollero dedicare un altare al loro Santo protettore.

La Cappella del Sacro Cuore
A sinistra del Presbiterio c'è la bella Cappella del S. Cuore, con un altare neoclassico, restaurata poco tempo fa.
La pala fu dipinta nel 1856,  essendo arciprete mons Antonio Renier; non si conosce l'autore. Fu eretta verso la metà del 1800 come cappella delle Reliquie dei Martiri e dei Santi che nei secoli scorsi occupavano un posto importante  nella religiosità popolare. Nella Cappella si trovano anche alcune icone di recente realizzazione: la Crocifissione di Cristo e la Nascita di Cristo poste ai lati dell'altare. Nella parete di destra la grande icona della Risurrezione di Cristo,
opere dell'artista Michela Tonolo. Sulla parete di sinistra la rappresentazione di San Michele arcangelo, patrono della parrocchia: l'opera è realizzata con colori a cera su seta. La cappella è chiusa da una porta vetrata opera realizzata su disegno dell'artista Angelo Fassina.

La Sacrestia

A destra del Presbiterio si apre la sacrestia, molto armoniosa anche se non tanto ampia, abbellita da stucchi e da fregi con un altare rinascimentale,  che è un elemento architettonico della precedente chiesa. Sull'altare spicca l'immagine della Vergine Maria con il Bambino; nella tela, ai due lati sono raffigurati  i Santi Tommaso d'Aquino e Vincenzo Ferreri in una composizione triangolare, il tutto imperniato di una mistica, dolcissima atmosfera. La pala è presumibilmente del 1848.
Alle pareti della Sacrestia si possono vedere alcuni ritratti dei parroci degli ultimi anni.

 
 
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